Polietene

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

(Reindirizzamento da Hdpe)
Polietene
Polyethylene-repeat-2D-flat.png
Polyethylene-3D-vdW.png
Nome IUPAC
polietene
Abbreviazioni
PE
HDPE
LDPE
Nomi alternativi
polietilene
Caratteristiche generali
Formula bruta o molecolare (C2H4)n (monomero)
Massa molecolare (u) 28,054 (monomero)
Aspetto solido bianco in varie forme
Numero CAS [9002-88-4]
Densità (g/cm3, in c.s.) 0.91-0.96
Temperatura di fusione (K) 358,15 - 413,15 (85-140°C)
Indicazioni di sicurezza
Flash point (K) 614,15 (341°C)
Temperatura di autoignizione (K) 603,15 - 683,15 (330-410°C)
Simboli di rischio chimico

Facilmente infiammabile

Il polietene (più comunemente noto come polietilene) è il più semplice dei polimeri sintetici ed è il più comune fra le materie plastiche.

Viene spesso indicato con la sigla "PE", così come ad esempio si usa "PS" per il polistirene o "PVC" per il polivinilcloruro. Ha formula chimica (-C2H4-)n dove n può arrivare fino ad alcuni milioni. Le catene possono essere di lunghezza variabile e più o meno ramificate.

Il polietilene è una resina termoplastica, si presenta come un solido trasparente (forma amorfa) o bianco (forma cristallina) con ottime proprietà isolanti e di stabilità chimica, è un materiale molto versatile ed una delle materie plastiche più economiche; gli usi più comuni sono come isolante per cavi elettrici, film per l'agricoltura, borse e buste di plastica, contenitori di vario tipo, tubazioni, strato interno di contenitori asettici per liquidi alimentari ("Tetra Brik Aseptic") e molti altri.

Indice

[modifica] Storia

Il polietilene è stato sintetizzato per la prima volta accidentalmente dal chimico tedesco Hans von Pechmann nel 1898, mentre riscaldava del diazometano. I suoi colleghi Eugen Bamberger e Friedrich Tschirner analizzarono la sostanza bianca simile a cera sulle pareti del contenitore e scoprirono che conteneva delle lunghe catene di -CH2-, decisero di chiamare questa sostanza polimetilene.

La prima sintesi industriale fu scoperta (ancora accidentalmente) da Eric Fawcett e Reginald Gibson alla ICI Chemicals nel 1933. Il polietilene si era formato applicando una pressione di diverse centinaia di atmosfere su un contenitore contenente etilene e benzaldeide, anche stavolta notarono un materiale simile a cera sulle pareti del contenitore. La reazione era stata tuttavia innescata da tracce di ossigeno contenute nel contenitore e non fu possibile replicarla con successo fino al 1935, quando un altro chimico ICI, Michael Perrin, sviluppò una sintesi industriale riproducibile per la sintesi del polietilene a bassa densità (LDPE). La prima tonnellata di materiale dimostrò che questo aveva qualità impareggiabili come isolante elettrico, e nell'agosto del 1939 iniziò la produzione industriale, che fu interamente assorbita dalle necessità belliche (in particolare nelle tecniche collegate al radar). Finita la guerra il polietilene rischiò di scomparire dai prodotti della ICI, ma i risultati delle ricerche su possibili nuove applicazioni dimostrarono che il polietilene era un materiale assai più versatile di quanto si fosse pensato.

Il seguente traguardo raggiunto nella sintesi dell'etilene è stato lo sviluppo di numerosi tipi di catalizzatori che hanno permesso la sintesi dell'etilene a temperature e pressioni più blande. Il primo di questi catalizzatori era basato sul biossido di cromo, fu scoperto nel 1951 da Robert Banks e John Hogan alla Phillips Petroleum. Nel 1953, il chimico tedesco Karl Ziegler sviluppò un sistema catalitico basato su alogenuri di titanio e composti organici dell'alluminio che lavoravano a condizioni ancora più blande dei catalizzatori Phillips. Questi ultimi, tuttavia, erano meno costosi e più facilmente maneggiabili, entrambi i sistemi vennero quindi usati nella sintesi industriale per la produzione di HDPE.

La catalisi di tipo Phillips ebbe inizialmente problemi nella sintesi di HDPE di qualità uniforme portando gli impianti che la utilizzavano a riempire i loro magazzini di prodotto fuori specifica. Il collasso finanziaro fu evitato nel 1957, quando la diffusione di un giocattolo consistente in un tubo circolare di polietilene colorato, l'hula hoop, prese piede negli Stati Uniti.

Un terzo sistema catalitico, basato sui metalloceni, fu scoperto nel 1976 in Germania da Walter Kaminsky e Hansjörg Sinn. Le catalisi a metalloceni e quella Ziegler hanno entrambe dimostrato un'ottima flessibilità nella sintesi di miscele di etene e alfa-olefine gettando le basi della vasta gamma di tipi di polietilene esistenti . Alcune di queste resine, come la fibra Dyneema, hanno iniziato a rimpiazzare materiali come il kevlar per le applicazioni dove sono richieste eccellenti proprietà meccaniche di resistenza a trazione.

[modifica] Classificazione del polietilene

Granuli di LLDPE. Questi granuli sono prodotti durante il processo di polimerizzazione e vengono successivamente lavorati per ottenere il prodotto finito.

In base alla distribuzione dei pesi molecolari e al grado di ramificazione si ottengono tipi di politene con proprietà e usi differenti:

[modifica] Sintesi

Il polietilene si sintetizza a partire dall'etene secondo la reazione:

n CH2=CH2 → [-CH2-CH2-]n

La molecola dell'etene è caratterizzata dal doppio legame fra gli atomi di carbonio che la rende particolarmente stabile

formula di struttura dell'etene

Per questo motivo la reazione di polimerizzazione necessita di condizioni di reazione particolari. Per la produzione industriale le possibilità sono:

[modifica] Schema di processo

Schema di un impianto per la produzione di polietilene lineare a bassa densità (LLDPE) o polietilene a elevata densità (HDPE). In questo caso si utilizza un reattore a letto fluidizzato.

[modifica] Applicazioni

Busta in polietilene

Uno degli usi classici del polietilene è la fabbricazione, mediante estrusione e successive lavorazioni, dei sacchetti comunemente detti "di plastica", dove la plastica in questione è proprio il polietilene.

Il polietilene viene inoltre impiegato per la creazione del "film estensibile" e del "film a bolle d'aria" (o pluriball).

Altri usi del polietilene sono:[4]

  • rivestimento interno di confezioni in cartone per alimenti (per esempio cartoni del latte);
  • flaconi per il contenimento di detersivi o alimenti;
  • giocattoli;
  • tappi in plastica;
  • tubi per il trasporto di acqua e gas naturale;
  • pellicola di rivestimento di cavi elettrici e telefonici;
  • palloni stratosferici.

[modifica] Note

  1. ^ Ullmann's, op. cit., cap. 1.2.4
  2. ^ a b c Villavecchia, op. cit., p. 2517
  3. ^ a b Villavecchia, op. cit., pp. 2516-2517
  4. ^ Ullmann's, op. cit., cap. 1.6

[modifica] Bibliografia

[modifica] Altri progetti

Strumenti personali
 Web-Blaster V2.21 Webblaster-Feld schließen
Die angezeigte Seite wurde durch den Web-Blaster geleitet und dadurch mit der Datenbank des Assoziations-Blasters verknüpft.

Der Web-Blaster ist ein alternativer Browser, der beliebige Webseiten mit Links anreichert. Der gesamte Vorgang geschieht in Echtzeit mit den Original-Daten, es werden keine fremden Daten auf dem Blaster-Server zwischengespeichert.

Um diesen Modus zu verlassen und normal weiter zu browsen, muss der Web-Blaster abgeschaltet werden.

Webblaster abschalten